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giovedì 26 febbraio 2026

Mars-500 ci riproviamo

 


Cari Pyramidosi e carissime Pyramidose,

ieri sera il nostro evento “Mars-500 a Craft World” non è riuscito a partire come previsto a causa di un problema tecnico alla GRID di Craft World e quando il tutto si è risolto era oramai troppo tardi e non sarebbe stato giusto nei confronti dell'ospite fare un mezzo evento. 
Na sfiga che forse mi sono tirato addosso quando ho detto che Artemis II ha posticipato ancora il lancio ma noi si partirà mercoledì sera.
Voglio sottolineare una cosa: il Team ha lavorato benissimo, tutti hanno fatto ciò che dovevano e nulla di ciò che è stato preparato andrà disperso anzi questa pausa ci dà l’opportunità di perfezionare alcuni dettagli e rendere l’evento ancora più memorabile.
Ora guardate questa immagine : c’è la rivista ufficiale di Mars-500 regalata a me direttamente da Marco Elio Citrino aka Maveryck quando mi venne a trovare a Biella. Questo per dire che non stavamo preparando “solo” uno show nel metaverso ma stavamo costruendo un portale tra reale e virtuale. Tra una missione scientifica che ha simulato 520 giorni di isolamento verso Marte e la nostra esperienza immersiva in Craft World.
Dal 2008 in questa community non si parla solo tecnologia.
Grazie a tutti per la comprensione, la fiducia e e la pazienza.

Magic


martedì 24 febbraio 2026

Mars-500 a Craft World

 



Pyramid Cafè SHOW con Marco Elio Citrino aka Maveryck Breen
Conduce Francesco Spadafina aka Magicflute Oh


Quando? Mercoledì 25/02/2026  RIMANDATO a Lunedì 02/03/2026 ore 22:00
Dove? Craft World Opensim isola di Pyramidosita  ed ESOC
Come? Con PC  e LIVE streaming  (YouTube e Twich)
Istruzioni primo accesso in Craft World 

MARS-500
quando la medicina ha iniziato a viaggiare verso Marte.

Mars-500 è stato un importante esperimento di simulazione a terra, condotto tra il 2007 e il 2011 a Mosca dall'ESA e dall'agenzia russa Roscosmos. Sei membri dell'equipaggio hanno vissuto per 520 giorni in un modulo isolato per studiare gli effetti psicologici e fisiologici di una vera missione umana verso Marte, inclusi viaggio e atterraggio.


BIO
Consegue il diploma di maturità scientifica e si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano. 
Successivamente ottiene un Master in “Management and Marketing of Industrial Medical Markets” presso l’Università Bocconi di Milano. 
Approfondisce la propria formazione con corsi di specializzazione e aggiornamento in Italia e all’estero, tra Milano, Roma, Bologna e Napoli, e in centri internazionali a Pechino, Hong Kong, Berlino, La Jolla e San Diego. 
In qualità di gastroenterologo ha partecipato al progetto Mars-500, la  simulazione di missione umana verso Marte che ha studiato l'isolamento prolungato ( più di 500 giorni appunto), resilienza psicologica e fisica in condizioni estreme.
Si dedica in particolare all’endoscopia chirurgica esofagea, alla gastroenterologia diagnostica con focus sui test non invasivi, alla fisiopatologia gastrointestinale e allo studio dello stress ossidativo applicato alla nutrizione.
Svolge attività di ricerca sull’Helicobacter pylori e approfondisce le tematiche emergenti nella prevenzione dei tumori digestivi. 
Presso il La Jolla Research Medical Center si occupa di studi sulla tumorigenesi umana, con particolare attenzione alla rilevazione di alterazioni genetiche somatiche nei tumori gastrointestinali e all’origine delle mutazioni oncogeniche.
Integra alla pratica clinica competenze in biologia molecolare, approccio molecolare alle malattie infettive, immunologia clinica e gestione di laboratorio di analisi cliniche. 
Si occupa inoltre di infezioni da HPV e CIN, dalla diagnosi alla LEEP, e delle emergenze in gastroenterologia.
Parallelamente all’attività medico-scientifica coltiva interessi artistici e creativi: 
è istruttore subacqueo, musicista, compositore, cantante e chitarrista.
e per finire è anche un builder in Second Life creatore dell'isola di Solaria e primo costruttore di Pyramidosita in Opensim. 


STAFF PCSHOW

Enrico Taddei operatore streaming
Lucia Esposito designer
Raffaele Macis gestore della GRID
Eddie Santillo colonna sonora



LINK ESTERNI




martedì 15 aprile 2014

Identità e #virtualità : riflessioni



Identità e virtualità : riflessioni.
Costruiamo la nostra identità giorno per giorno, sulla base di una serie di strutture acquisite grazie alle cure ambientali e grazie al costante processo esistenziale e di autoformazione che, prima dello sviluppo dei mezzi di comunicazione, utilizzava prettamente simboli acquisiti nei contesti di relazione faccia a faccia.
Oggi, invece, oltre alle cosiddette interazioni face to face, la formazione del Sé passa attraverso nuove relazioni sociali che si spendono in Internet, chat e telefoni di ultima generazione. Questo intreccio tra reale e virtuale disloca su un terreno inedito sia le relazioni sociali che la formazione della struttura di personalità tanto che si sta sviluppando un ambito di studio nuovo che analizza la psicopatologia dei mondi virtuali.
Modellata a misura d’uomo virtuale e adattata alla fenomenologia della Rete, la realtà sembra assumere confini sempre più periferici ed evanescenti permettendo all’identità di sganciarsi dalla propria fissità per esprimersi in molteplici Sé. Niente di strano, insomma, considerando che ognuno di noi, ogni giorno, ricopre più ruoli in contesti diversi : da seri professionisti in ambito lavorativo a goliardici personaggi nel tempo libero pur conservando una struttura coerente e una base identitaria solida. Il problema nasce in Rete, quando, nell’esperire transitoriamente diversi Sé, si corre il rischio che la contraffazione dell’identità possa favorire la nascita di un’identità fluida, soggetta sì, a molteplici stimoli, ma anche a svincolarsi,autoreferenzialmente, da un piano di realtà.
Lungi dal voler demonizzare la dimensione virtuale in cui comunque sono contestualmente inserito, o sciorinare verità assolute che non ho, credo sia interessante sollevare una riflessione sulle dinamiche delle esperienze possibili nel cyberspazio e sui mutamenti profondi di identità che i nuovi ruoli, creati all’interno delle esperienze virtuali, possono generare. Riflessione doverosa, considerando che ogni generazione può essere esposta a rischi più o meno elevati
Ormai oggi molte persone che usano il cyberspazio mostrano una qualche abilità tecnica e una familiarità con la tecnologia che ha permesso loro di sviluppare una maggior capacità cognitiva rispetto al passato ; tuttavia, quasi tutte le persone tendono a prendere per buone tutte le informazioni che circolano in Rete manifestando scarsa capacità critica e passività che li rende, dal punto di vista psicopatologico, soggetti a rischio.
La preoccupazione legata agli aspetti psicologici e psicopatologici correlati all'uso di internet è molto discussa a livello clinico. La dipendenza interattiva e mediatica appare direttamente proporzionale al malessere interiore. Forse la dipendenza da Internet ha come scopo latente quello di automedicare relazioni sociali vissute come insufficienti?
Risposte definitive non se ne possono certamente dare ma è senza dubbio una peculiarità della Rete quella di possedere caratteristiche allettanti.
I cybernauti navigano in Internet spinti dalla possibilità di accelerare il ritmo delle esperienze e delle interazioni, di mettere in questione la propria identità, esperendola e sperimentandola; la Rete offre loro la possibilità di soddisfare la ricerca di intimità e appartenenza ad una dimensione sociale, sentirsi forti – grazie alla possibilità di gestione della propria sfera socio-emozionale al di fuori delle mura domestiche – esperire forme di sesso virtuale e sperimentare un senso di identità sociale.
Nel web, poi, la dimensione dell’anonimato che favorisce la disinibizione, la possibilità di trovare supporto sociale on-line e di creare identità parallele a quella reale, offrono un ambiente che permette di sperimentare quegli approcci che nella vita reale, invece, generano ansie e insicurezze. La Rete, viene percepita come uno spazio in cui si può muovere con sicurezza poichè permette di creare con più facilità quelle relazioni in cui “non ci si mette la faccia”. Ebbene, l’identità si forgia proprio lì, dove il ragazzo si sente sicuro; l’aspetto rischioso, in questo caso, è che egli arrivi a definire sè stesso in termini di ciò che è in grado di controllare e, ahimè, questa distorsione strizza l’occhio a una serie di devianze e distubi come l’abuso di sostanze e i disordini alimentari.
Insomma, se in qualche modo l’identità virtuale rappresenta una proiezione di quelle latenti, è necessario tener conto dal punto di vista comportamentale quanto anche l’identità virtuale possa avere un’influenza su quella reale.
In quest’ottica, il cyberspazio in alcuni può essere visto come un ritorno alla comunità, ai suoi legami stretti e al suo controllo sociale. C’è chi sostiene, addirittura, che i social network come Facebook siano funzionali al controllo sociale del malcontento, al suo contenimento e che funzionino come luogo in cui scaricare le proprie tensioni e frustrazioni, in cui esprimere aspetti della nostra personalità altrimenti penalizzati dalle regole dei setting e dai ruoli che quotidianamente dobbiamo interpretare. L’azione impulsiva appare gratificante ma probabilmente tale appagamento è patologicamente distorto poiché denuncia l’incapacità a sopportare il malcontento e le frustrazioni.
Anche in questo caso, la costruizione dell’identità può correre il rischio di essere percepita più dai rimandi ottenuti sulla base della nostra data-immagine piuttosto che su un ruolo interiorizzato e, comunque, l’autenticità delle relazioni umane è sempre posta in dubbio a causa della molteplicità di maschere che si possono assumere e della distanza che è maggiore, rispetto alla relazione face to face.

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24/04/2014 h.21.00
"Quanto scritto sopra appare in un post di Facebook di Maverick Breen.
E' stato qui ripostato perché affronta un interessante argomento che ha attinenza con il mondo di Second Life.
Non era a nostra conoscenza che fosse un articolo scritto da Rossella Rago e già pubblicato sul web.
Nell'indicare il link all'articolo originale:
http://www.improvearts.net/psicopatologia-dei-mondi.../
ci scusiamo con l'autrice per questa mancata citazione, del tutto involontaria, e accaduta nella più assoluta buonafede."
STAFF Pyramid Cafè