venerdì 30 gennaio 2026
Novità Save Solaris 2
mercoledì 28 gennaio 2026
Stand Pyramidosita al 16° anniversario di Craft World
lunedì 26 gennaio 2026
Solaris Island – Storia di una terra possibile
Solaris Island – Storia di una terra possibile
Solaris Island nasce nel 2007, all’interno di Second Life, come un’idea semplice e radicale allo stesso tempo: creare uno spazio virtuale che non fosse solo un luogo da visitare, ma un luogo da abitare.
Un luogo dedicato alla cultura, all’arte, alla formazione e alla relazione umana.
Il progetto prende forma grazie a Punk Janus, avatar di Gianni Panconesi, che immagina Solaris non come una semplice simulazione digitale, ma come una terra aperta, attraversabile, condivisa.
Non una vetrina.
Non un palco.
§Ma un ambiente vivo, capace di accogliere esperienze, linguaggi e persone diverse.
Nei primi anni Solaris Island si sviluppa come land a vocazione educational.
Gli spazi vengono progettati per favorire l’incontro: anfiteatri, zone naturali, luoghi per mostre ed eventi, aree di dialogo e riflessione.
La natura digitale di Solaris, fatta di luce, acqua e architetture simboliche, diventa parte integrante dell’esperienza.
Tra il 2008 e il 2010 Solaris cresce come laboratorio culturale.
Artisti, performer, educatori e curiosi si incontrano qui per sperimentare nuovi linguaggi nel metaverso.
Nascono e si consolidano progetti come Pyramid Café, che diventa uno dei cuori pulsanti della land.
A Solaris prendono vita mostre d’arte virtuale, performance multimediali, eventi tematici e incontri culturali, con gruppi come Tanalois Art e Artelibera, e artisti come Paola Mills, Masako, Soraya Till.
Solaris non è un luogo di esposizione passiva.
È un luogo di confronto.
Un laboratorio dove si sperimenta, si dialoga, si rischia.
Poi arriva una fase difficile.
Nel 2010 un grave problema tecnico della grid di Second Life compromette parte della sim.
Nel 2011, la perdita delle agevolazioni economiche per le land educational mette seriamente a rischio la sopravvivenza di Solaris.
La possibilità che questa terra virtuale scompaia diventa concreta.
Nel gennaio 2012, però, accade qualcosa di fondamentale.
Nasce Save Solaris: una risposta spontanea, collettiva, della community.
Residenti, gruppi e realtà culturali decidono di non perdere questo spazio.
Partecipano Pyramid Café, Pyramid Café TV, l’Accademia delle Land Italiane, SL Italian Mentor, Time Travel, Virtual Worlds Magazine, Artelibera e molte altre realtà.
Solaris non viene salvata da un’istituzione.
Viene salvata da una comunità.
Dopo Save Solaris, il progetto cambia pelle.
Diventa sempre più una piattaforma condivisa, un ecosistema di iniziative che convivono e collaborano.
Riprendono eventi, mostre e performance, e si sviluppano nuove forme di documentazione e trasmissione, come Pyramid Café TV.
Solaris diventa anche un luogo di memoria, un archivio vivente delle pratiche culturali nate dentro Second Life.
E mentre lo spirito di Solaris resta vivo e creativo, la terra assume una nuova identità giuridica legata a Esplica, un’associazione no-profit attiva nella divulgazione culturale e scientifica, che ne ha assunto la proprietà delegando la gestione a Punk Janus, alias Gianni Panconesi, uno del soci fondatori di Esplica, che ne cura oggi lo sviluppo.
Esplica, nella sua missione di promuovere cultura, educazione e conoscenza insieme al gruppo di gestione, garantisce che Solaris non sia semplicemente una Sim, ma resti uno spazio aperto all’inclusione e alla sperimentazione, proprio come concepito fin dall’inizio.
Negli anni successivi Solaris continua a evolversi.
Alcune attività cambiano forma, altre si trasformano, nuove energie entrano in gioco.
Ma lo spirito resta: apertura, sperimentazione, dialogo.
Oggi Solaris Island rappresenta una lunga storia di resilienza, fatta di persone, avatar, idee, crisi e rinascite.
Solaris non è solo una terra virtuale.
È una terra possibile.
E da amare.
Punk Janus
martedì 20 gennaio 2026
SAVE SOLARIS 2
Huston abbiamo un problema
Un caro saluto a tutti gli inquilini di Solaris
Intanto mi scuso per farmi vivo moltissimo raramente
E in questo caso per darvi una pessima notizia
Ma pur se invisibile, sono consapevole dell'aiuto che state dando a Solaris con il vostro supporto e passione per mantenerla viva
Solaris ha una storia lunghissima che molti di voi ignorano essendo arrivati da nn molti anni
Erede di Vulcano, patria di Pyramid Cafè, ha visto transitare e partecipare personaggi che hanno fatto la storia di Second Life (in Italia e nn solo)
E nn sto qua neanche a farvi i loro nomi, né a ricordarvi eventi importantissimi culturali e artistici, così come tanti momenti di gioco e anche di sperimentazione che Solaris ha visto nei 20 anni della sua esistenza
Già alcuni anni fa fu solo grazie alla generosità di residenti e di frequentatori di SL che Solaris fu salvata dalla cancellazione per poi riproporsi come Land Educational e poter usufruire di fees vantaggiosi scontati del 50% rispetto a quelli standard
Ma come accennavo all'inizio purtroppo si sta riproponendo la stessa situazione
Linden Lab ci ha negato la classificazione come Educational e pretende un fee standard con addirittura il pagamento di anni di arretrato
A seguito di una trattativa che sta durando da mesi, saremmo arrivati ad una compensazione di tariffa solo per gli ultimi 2 anni, che in soldoni corrisponde a ca 2000 euro e la concessione di un periodo di tempo per poter pagare
Questa trattativa é stata bruscamente interrotta domenica 18 gennaio con la rimozione dell'agente di Linden Lab che la stava portando avanti, la presa in carico da parte del suo capo e la conseguente decisione di mettere offline Solaris a partire da martedì 20 gennaio
I motivi di tale decisione brutale mi sono ignoti e a nulla hanno valso le giuste lamentele che ho inoltrato (il tutto sempre via ticket di assistenza)
Sembrerebbe, ma nn é certo, che la revisione di status di Educational sia da attribuire ad un controllo approfondito fatto da Linden sulle specifiche no-profit possedute dall'Associazione Esplica no profit di cui faccio parte ed a cui é intestata Solaris
Da queste analisi sarebbe emerso che pur essendo stata fondata (con atto notarile) come Associazione no profit non figuri nell'elenco ufficiale dello Stato Italiano di tali Associazioni
Sarà mio compito risolvere formalmente questa mancanza, ma nel frattempo si pone urgente il problema che Solaris sarà posta offline martedì 20
Mi é del tutto incomprensibile soprattutto l'estrema e immotivata velocità con cui si é determinata questa situazione, ma il mio unico obiettivo é trovare quanto prima una soluzione
Al momento comunque penso che sarebbe opportuno riuscire a trovare il modo di non permettere che vada disperso tutto il patrimonio di Solaris, cosa che potrebbe nn tanto con la messa offline visto che non verrebbe cancellata e resterebbe la possiblità di rimetterla online una volta ripagato il debito (in tutto o forse solo anche in parte)
Si tratta dunque di "fare cassa" fra tutti noi ma non solo frugandoci nelle tasche che sono ben misere in questi tempi di sacrifici
Ma magari inventandosi attività come crowfunding attraverso i Social (FB lo ammette) o tramite eventi da realizzare inworld per fare colletta
Io voglio credere che sia possibile
O quanto meno vorrei provarci
Perseguire l'obiettivo di riprendere la qualifica di Educational e riacquisire le relative tariffe scontate prima della prossima scadenza di pagamento a giugno lo ritengo assolutamente possibile sulla base delle iniziative formali che intraprenderò
Sono anche fiducioso che con il vostro aiuto e di altri volonterosi nel breve periodo si possa riuscire a monetizzare un contributo economico che ci metta in grado di affrontare questa situazione debitoria o almeno in parte
Vi chiedo pertanto aiuto con tutto il cuore nel sostenere questa esperienza e di non mollare precipitandovi a traslocare
Nei prossimi giorni sarà impossibile comunicare fra noi usando gli IM perché Solaris sarà offline
Potrete contattarmi via mail o seguire la pagina FB di Solaris Experiences iscrivendosi al gruppo (io accetterò l'iscrizione) o di Solars Island SL sempre su FB
Avrei intenzione di utilizzare anche WhatsApp ma non ho il vostro numero di telefono
Il mio é 3356250006
La mail gianni.panconesi@gmail.com
Stiamo in contatto e rimaniamo vicini
Riusciremo a rintuzzare questo attacco alla nostra volontà di esistere con il contributo solidale di tutti
Vi abbraccio
Punk Janus aka Gianni Panconesi
venerdì 16 gennaio 2026
Il Metaverso è morto? Ma anche no.
Ogni tot anni il Metaverso muore… e poi risorge, un po’ come una divinità dell’Antico Egitto.
Ciclicamente compaiono articoli che ne decretano la fine: “il Metaverso ha fallito”, “non interessa più a nessuno”.
La realtà è che i metaversi nascono e muoiono perchè alcune piattaforme chiudono — AltSpace VR, per esempio — ma gli utenti, finché una piattaforma resta aperta, continuano a usarla. A volte persino più di prima. Second Life è lì da oltre vent’anni a ricordarcelo.
Il punto non sono mai state le piattaforme in sé. Il punto sono le persone dietro quegli avatar e i contenuti che vengono generati. La scatola più bella del mondo, se è vuota, resterà sempre e solo una scatola vuota. E qui lasciatemi sottolineare il ruolo determinante dei Metaverse Community Manager (lo so, chi si loda si imbroda).
C’è poi un equivoco enorme che pesa su tutta questa narrazione: il rebranding di Facebook in Meta. Un’operazione di marketing talmente potente che ha funzionato fin troppo bene. Oggi moltissimi profani identificano il Metaverso con Meta, come se fossero la stessa cosa. Così, quando sono arrivati i tagli di Meta alla VR, nell’immaginario collettivo è passato un messaggio semplicistico: “il Metaverso ha fallito”. Casomai ha fallito una strategia aziendale, non un concetto. È come dire che Internet è fallito perché alcuni social network hanno perso utenti.
Due parole vanno comunque dette su Mark Zuckerberg, perché Meta ha investito cifre gigantesche nel suo progetto di Metaverso, ma secondo me lo ha fatto male. Horizon Worlds avrebbe potuto e dovuto partire nel momento storico (ahimè) perfetto: la pandemia e conseguente lockdown con milioni di persone chiuse in casa. Sembrava il contesto ideale per un’esperienza sociale immersiva globale. Invece è stato un po’ come Il deserto dei Tartari: attese infinite, promesse… e poi l’elefante ha partorito il topolino. Non era disponibile per tutti, noi italiani lo abbiamo dovuto aspettare a lungo e quando è arrivato in molti siamo rimasti perplessi e non solo per la grafica. Io, per esempio, non mi sono mai spiegato la presenza massiccia di bambini — sì, volevo scrivere “bimbi M.” — che non dovrebbero nemmeno indossare un visore.
Secondo punto: solo adesso Horizon Worlds è accessibile anche da smartphone. Ma cavolo stiamo parlando del colosso dei social media! Spatial lo consentiva sin dall’inizio, permettendo a chiunque di fare un’esperienza metaverse, da qualsiasi device. Spatial resta tutt’oggi la piattaforma “facile facile” per entrare e fare eventi. Lasciamo perdere il discorso dei costi introdotti successivamente che hanno fatto scappare moltissima gente.
Anche sul fronte gaming Meta ha perso un’occasione importante. Aveva i visori più diffusi sul pianeta: giusto per capirci, di Quest 2 sono stati venduti circa 25 milioni di unità contro i circa 60 milioni di PS5. Sono meno della metà, certo, ma numeri del genere dimostrano che la VR non è affatto una quisquilia. So bene che non piace sentirlo dire dagli esseliani ma nell'immaginario collettivo il Metaverso è legato indissolubilmente con la VR.
In questo contesto va letto anche l’annuncio di questo inizio 2026: Reality Labs, il comparto di Meta che si occupa concretamente di VR, ha subito un ridimensionamento importante, con un taglio del 10% del personale e la chiusura di alcuni studios che producevano giochi come quelli che avevano realizzato titoli di grande qualità come Asgard’s Wrath 2. Io gioco pochissimo col visore ma so riconoscere un bel gioco e quello era favoloso.
Tutto questo ha fatto sicuramente scalpore, ma non va interpretato come la morte del Metaverso. È una ristrutturazione aziendale, uno spostamento di risorse verso l’intelligenza artificiale — soprattutto — e verso altri prodotti come gli occhiali sviluppati con Luxottica, per inseguire ciò che oggi appare più redditizio.
E ribadiamolo ancora una volta: il Metaverso non è solo Horizon Worlds. Esistono realtà solide come VRChat, piene zeppe di mondi da esplorare e con community strutturate al loro interno.
Un altro punto fondamentale, secondo me, è che il Metaverso non è concepibile come surrogato del mondo reale. Nessuno ha mai seriamente immaginato miliardi di persone chiuse tutto il giorno in mondi virtuali con un visore sulla faccia. La direzione sembra un’altra: la fusione del mondo reale con quello virtuale.
Occhiali che visualizzano ologrammi sempre più credibili, AI e avatar che interagiscono con noi magari nel salotto di casa, ambienti e mondi virtuali generati da prompt vocali, un po’ come il ponte ologrammi dell’Enterprise. Fantascienza? Ma dai… se nel 2020 vi avessero detto che sarebbe bastato descrivere qualcosa per far apparire in pochi istanti un’immagine o un video, quanto ci avreste creduto?
Immaginate una lezione di Alessandro Barbero in cui ciò che racconta prende forma davanti a noi. Non solo ascoltiamo, ma camminiamo dentro una città medievale, interagiamo con i personaggi, osserviamo ciò che oggi possiamo solo immaginare. E l’intelligenza artificiale, che galoppa a ritmi impressionanti, non può che accelerare questo processo in modo esponenziale.
Per quanto mi riguarda, tutto ciò che ruota intorno al concetto di Metaverso continuerà a stuzzicare la mia curiosità. Anche per questo mi sono recentemente associato a HoloNexia, l’associazione culturale italiana che promuove la cultura attraverso VR, AR e AI.
N.B. Ero pronto a ripartire con il Pyramid Cafè Show anche per affrontare queste tematiche ma adesso vediamo come evolverà la situazione di Rubin (chi frequenta Pyramid Cafè sa a cosa alludo). In ogni caso, ora ho più tempo a disposizione e potrò coltivare ancora meglio questa grande passione 😉
Dulcis in fundum, a febbraio sono stato invitato da Marcus Pingitore all’Università Federico II di Napoli, presso il Dipartimento di Scienze Sociali, per portare la mia testimonianza dal mondo delle community. Sarà un’occasione preziosa per raccontare cosa succede davvero nel Metaverso, al di là dei titoli sensazionalistici.
Quando sento dire che “il Metaverso è morto”, sorrido ogni volta anche perchè nel nostro piccolo noi di Pyramid Cafè ci sitamo dentro da 18 anni e oltre :D
Francesco Spadafina aka Magicflute
venerdì 4 aprile 2025
XJOY TALK SHOW ospite Francesco Spadafina founder di Pyramid Cafè
venerdì 17 gennaio 2025
VIDEO Pyramid Cafè 17 years - Dibattito in Second Life sul Metaverso.






